Riforma sanitaria: per ora solo i tagli

Cota-medicoSi è a lungo parlato di riconversioni. Addirittura qualcuno ha azzardato l’idea di un “modello piemonte” che tutti avrebbero imitato. Ora, finalmente, c’è su cui ragionare. Il primo atto concreto di attuazione della riforma sanitaria di Cota, però, sembra solo un lungo elenco di tagli senza un progetto generale. Duramente colpita la provincia di Alessandria che, in pratica, perde due ospedali (quello di Valenza e quello di Ovada) oltre ad una serie reparti che vengono chiusi o accorpati. La manovra sembra ancora incompleta e, forse, un po’ improvvisata. Basta guardare la rete dei punti nascita: Tortona perde il punto nascita (che va a Novi) ma non la Pediatria (che ora servirà tutti gli ospedali della ASL). Per effetto di questa manovra anche Acqui e Casale perdono la Pediatria ma mantengono il punto nascita. Non sarebbe più efficace (e soprattutto) sicuro far coincidere le attività?
Vedi e commenta la sintesi delle proposte  presentate in Consiglio Regionale il 5 dicembre 2012

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Piano di rientro: Piemonte in affanno

Non è una bocciatura secca ma non è certo lusinghiero il giudizio emesso dal Tavolo Tecnico che verifica gli adempimenti regionali previsti dal Piano di Rientro e il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Ecco il resoconto pubblicato dal Ministero della Salute:
Il 19 luglio si è svolta la riunione congiunta dei Tavoli di monitoraggio e la Regione Piemonte. Verifica del risultato d’esercizio e dello stato patrimoniale relativi all’anno 2011, nonché i dati del primo trimestre del 2012, lo stato di attuazione del Piano di rientro e l’attuazione degli adempimenti 2010 e 2011.
Il consuntivo 2011, dopo le coperture, pari a 280 mln di euro, ha registrato un avanzo di 5,364 mln di euro.
Sullo stato patrimoniale del 2011 i Tavoli hanno sollecitato “un urgente riscontro sulle questioni ancora da chiarire” In riferimento ai conti del I trimestre 2012, la Regione “ha confermato di aver adottato le iniziative atte a conseguire l’equilibrio economico finanziario con l’assegnazione dell’ulteriore finanziamento regionale preordinato nella misura di 200 mln di euro”. I Tavoli hanno poi rilevato che la cornice finanziaria programmata è stata rideterminata dal D.l. 95-2012.
Per quanto riguarda la verifica annuale di attuazione del Piano di rientro Tavolo e Comitato hanno evidenziato, con particolare riferimento al nuovo Piano socio sanitario regionale, “la necessità di acquisire ulteriori informazioni sullo stato di avanzamento della programmazione rispetto agli obiettivi, agli interventi e alla tempistica degli stessi. Hanno chiesto, anche, di garantire la compatibilità economica degli interventi previsti nel PSSR con il Piano di rientro”. Criticità sono state rilevate in merito al Piano di ridefinizione della rete ospedaliera come “la carenza di elementi di dettaglio e la presenza di un eccesso di posti letto post-acuzie, che devono essere ricondotti all’interno degli standard nazionali”.
Anche in relazione alla rete dell’emergenza-urgenza i Tavoli “hanno ritenuto che le azioni intraprese non fossero ancora sufficienti a rispondere agli impegni assunti”. Le iniziative avviate sull’assistenza territoriale, invece, sono state considerate positivamente, pur se  necessitano di ulteriori informazioni sui costi e sulle risorse da investire. I tavoli hanno, inoltre, stimolato l’adozione di provvedimenti sulla governance di sistema, con particolare riferimento alla razionalizzazione dei beni e servizi. Tavolo e Comitato si sono, comunque, riservati di valutare la legge 3/2012, che istituisce le nuove Federazioni Sovrazonali (FS), in relazione alla proposta di integrazione al Piano di rientro e all’Addendum, pervenuta ai Ministeri affiancanti durante la riunione.

Piano di rientro: 1500 letti ospedalieri in meno

E’ stata adottata la deliberazione  che da attuazione al famoso “addendum” del Piano di Rientro nella parte che riguarda il riordino della rete ospedaliera piemontese stabilendo il numero massimo di posti letto della nostra regione. Il provvedimento, in pratica, anticipa l’applicazione dei nuovi standard contenuti nella manovra governativa: 3.7 posti letto per mille abitanti, di cui 0.7 per riabilitazione e lungodegenza. E’ proprio quest’ultimo parametro che determinerà le conseguenze più gravi in quanto i letti eccedenti sono ben 1467 (ridotti a 1067 se si escludono i ricoveri operati a favore di cittadini di altre regioni) e sono soprattutto concentrati nelle sovrazone torinesi (595) e nel nord-est (656). Nella zona di Alessandria e Asti non risultano eccedenze di letti per postacuti. La scure del piano di rientro si abbatterà invece sui posti letto per acuti riducendone ben 61 negli ospedali della nostra area (409 in tutto il Piemonte). Il provvedimento, che non consente assolutamente di capire se i tagli interesseranno anche gli ospedali privati ha suscitato le vivaci proteste  dell’Anaao Assomed piemontese.

Arrivano gli obiettivi dei DG

Finalmente!  Accanto al solito rispetto dei limiti di spesa e al contenimento dei costi, con le delibere di nomina dei nuovi Direttori Generali delle ASR, arrivano alcuni obiettivi di organizzazione che, almeno, fanno intuire il disegno di attuazione del nuovo PSSR.
Per la nostra provincia si parla (come noto) di riconversione dell’Ospedale di Valenza e di Ospedale Unico su due sedi tra Novi e Tortona.  Ma si parla anche, per l’ASO, di organizzare l’ospedale per intensità di cura, di costituire dipartimenti strutturali interospedalieri (chissà se la legislazione attuale lo consente?) e di una struttura organizzativa per gestire le dimissioni in collaborazione coi Distretti.
Vedi gli obiettivi nelle delibere di nomina:

ASO AL   ASL AL   ASL AT
ASO CN  ASL CN1  ASL CN2
AOU NO  ASL NO  ASL BI ASL VC ASL VCO
AOU MOLINETTE AOU SLUIGI ASL TO1  ASL TO2  ASL TO3  ASL TO4  ASL TO5

Ecco il testo del PSSR approvato

Come previsto (solo qualche giorno di ritardo rispetto agli annunci) il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale è stato approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte.
Strada facendo la proposta ha rinunciato allo scorporo degli ospedali dal territorio (i Cluster Ospedalieri di stile lombardo), all’azienda speciale per il 118, ai fondi assicurativi privati, alla cessione del welfare al terzo settore, ecc. ecc.
Sono arrivate le Federazioni ma non sono le potenti holding sognate dall’assessore-manager. Sembrano piuttosto dei modesti consorzi di servizio che svolgono funzioni che potevano, forse, essere aggregate e assegnate a singole aziende senza creare nuove entità e nuove postazioni di comando.
Comunque il piano è fatto. Adesso bisognerà attuarlo e vedere se davvero si tratta di una rivoluzione. Soprattutto bisognerà vedere se la riforma sarà in grado di mantenere la promessa originaria: meno spese e più servizi!
SOS Sanità Alessandria proseguirà il monitoraggio sull’attuazione del PSSR e sui cambiamenti della sanità in provincia.
Leggete il nuovo Piano e i suoi allegati.

Ecco l’emendamento sulle Federazioni

Si chiameranno FS (Federazioni Sovra zonali) e saranno delle Aziende Consortili
Nascono per gestire una serie di funzioni di supporto (acquisti, logistica, sistemi informativi, edilizia sanitaria, valutazione delle tecnologie, prenotazioni, affari legali) e avranno un solo dipendente: il direttore generale.
Sono presentate come una novità ma assomigliano tanto alle Aree Vaste già presenti in tante altre regioni. La gestione dei servizi sanitari resta alle ASL e alle ASO.
Per ora niente rivoluzione…. intanto, la situazione peggiora
Leggi il testo dell’emendamento presentato dall’Assessore Monferrino.

Novi Ligure: una mozione sul piano regionale

Il Consiglio Comunale di Novi Ligure, riunitosi ieri sera, ha approvato all’unanimità una mozione sul nuovo Piano Socio Sanitario della Regione Piemonte, illustrata da Dilva Manfredi, Presidente della Commissione Consiliare sulla Sanità. Come primo punto, il documento chiede che venga rivista la parte relativa all’accorpamento dei distretti in ambiti ottimali di 100 mila abitanti. In particolare, si chiede di non modificare l’attuale distretto novese (costituito da circa 72 mila abitanti), sia in considerazione della vastità del territorio che per la presenza dei vincoli orografici, peraltro previsti dalla legge regionale.
Un’altra richiesta riguarda il processo di integrazione tra i Presidi Ospedalieri di Novi e Tortona, che deve avvenire senza ulteriori riduzioni e secondo principi di equità, chiarezza e trasparenza. In particolare, il Consiglio Comunale novese chiede che si proceda alla sostituzione delle figure apicali, che si adottino i provvedimenti necessari per la sostituzione di coloro che entro breve andranno in pensione e che si eviti il blocco del turn-over. La mozione prende in considerazione anche il sistema 118, criticando l’intenzione di creare una azienda sanitaria regionale autonoma per la gestione che potrebbe portare ad un decadimento del servizio stesso. Infine il Consiglio Comunale esprime forti perplessità sulla progressiva cessione dei servizi socio assistenziali delle ASL o dei CSP ai settori privato e privato sociale e valuta negativamente i tagli alle risorse destinate alle politiche socio assistenziali sul territorio, considerato il momento estremamente delicato di crisi economico-sociale.
Leggi il testo della mozione